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TIRRENIA PLANT SRL

“Il PSR ha dato una spinta significativa al sogno di una vita della nostra famiglia”. È con queste parole che Mariadea ci accoglie nella sua azienda Tirrenia Plant, una vivace realtà agricola in provincia di Latina che anche grazie ai fondi del PSR sta reinventando una nuova forma di ospitalità agrituristica.

 

Beneficiario: Tirrenia Plant Srl
Referente: Mariadea Votta
Località: Sonnino (LT)
Priorità: 2
Misura: 6.4.1 “Diversificazione delle attività agricole”
Spesa totale ammissibile: 134.788,50 €
Contributo FEASR: 43,12%
Sito: http://www.casalere.it

Tipo di intervento: rinnovo delle attrezzature per migliorare la ristorazione e ristrutturazione di due stanze per il pernottamento degli ospiti in sicurezza, ricavati dall’antico casale in pietra.


Mariadea, in cosa consiste il vostro lavoro?
La Tirrenia Plant nasce agli inizi degli anni ‘80 per volere di mio padre, Antonio, che dopo anni di lavoro per conto terzi decide di mettersi in proprio e aprire un’azienda tutta sua, allo scopo di coltivare piante di fragole qualità Favetta. Come avrete capito, la nostra è un’azienda a conduzione familiare che all’ormai storica attività vivaistica ha unito negli ultimi anni, anche grazie ai sacrifici della vecchia generazione, l’attività agrituristica con il nostro Casale Rè.

Cosa vi ha spinto quindi ad avviare l’azienda proprio in questo territorio?
La coltivazione delle piante di fragole di questa particolare varietà richiede terreni con determinate caratteristiche e questo dove ci troviamo corrisponde a quelle ottimali. Siamo un’azienda leader nella produzione di queste piante nel territorio regionale e il settore rappresenta il segmento più importante della nostra azienda. Eda qui la forza anche economica di aprirci a nuove sfide.

L’agriturismo Casale Re per l’appunto. Quali innovazioni avete pensato di introdurre nella vostra azienda e quali benefici avete tratto dal contributo del PSR?
Fare agriturismo oggi vuol dire offrire ai propri ospiti tutte le eccellenze che le nostre serre e i nostri giardini ci offrono. La qualità in questo senso è il nostro pallino da sempre. Una buona cucina e buoni servizi passano da buone attrezzature. Abbiamo partecipato alla misura 6.4.1 del PSR perché ci dava l’opportunità di rinnovare le nostre attrezzature di cucina e per la ristorazione. Siamo riusciti anche a recuperare due stanze per il pernottamento dall’antico Casale in pietra e adeguare la nostra struttura alle norme che permettono di godere un soggiorno inclusivo e in sicurezza.

Una cucina nuova, stanze e attrezzature di ultima fabbricazione: l’avreste fatto senza i fondi europei?
La volontà con cui affrontiamo il lavoro mi porta a dire di sì, ma in realtà non sarebbe stato così. Siamo pur sempre imprenditori agricoli, il PSR ha dato una forte spinta e facilitato quello che era il sogno di una vita di mio padre e della nostra famiglia: un luogo accogliente dove poter recuperare il rapporto con la natura. I fondi del PSR sono stati fondamentali. Hanno velocizzato tutta una serie di processi che ci permettono oggi di poter lavorare in sicurezza e offrire ai nostri ospiti un’esperienza unica.

In base alla vostra esperienza consigliereste ad altri imprenditori agricoli di usufruire dei fondi del PSR?
Certamente. Prima però un consiglio: affidatevi a tecnici e consulenti che conoscano quello di cui stiamo parlando. Delle buone idee non bastano, bisogna avere anche dei progetti tecnicamente efficaci e presentati nella maniera giusta.

Un’ultima domanda: come immaginate il futuro della vostra azienda da qui a dieci anni?
La cosa che ci piace pensare è quella di ritrovarci ancora qui a coltivare le nostre piante, accompagnare i nostri ospiti tra le piante del nostro orto e dare forma a quello che è il nostro sogno: un luogo dove ritrovare il nostro rapporto con la terra.