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Bandi

11/02/2019

PO FEAMP, Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca

PO FEAMP, Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca

Ammonta a 900.000,00 euro la dotazione dell’avviso pubblico PO FEAMP 2014-2020 Misura1.43 “Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all’asta e ripari di pesca” approvato dalla Regione Lazio con Determinazione n. G00506 del 22 gennaio 2019.

Finalizzato a migliorare le infrastrutture preesistenti dei porti di pesca, delle sale per la vendita all’asta, dei siti di sbarco e dei ripari di pesca, inclusi gli investimenti destinati a strutture per la raccolta di scarti e rifiuti marini con l’obiettivo di migliorare la qualità, il controllo e la tracciabilità dei prodotti sbarcati, accrescere l’efficienza energetica, contribuire alla protezione dell’ambiente e migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro, l’avviso è destinato a:

  • imprese operanti nel settore della pesca e dell'acquacoltura;
  • imprese di servizi per il settore pesca e acquacoltura;
  • enti pubblici e autorità portuali

Le imprese richiedenti devono essere regolarmente iscritte alla Camera di Commercio.

Sono ritenuti ammissibili a contributo gli interventi volti a:

  • migliorare le infrastrutture dei porti di pesca, delle sale per la vendita all’asta, dei siti di sbarco e dei ripari di pesca;
  • investimenti destinati a strutture per la raccolta di scarti e rifiuti marini;
  • investimenti nei porti, nelle sale per la vendita all’asta, nei luoghi di sbarco e nei ripari di pesca, in coerenza con quanto indicato sia nell’art. 15 del Reg. (UE) n. 1380/2013, sia nell’art. 8 par. 2 lett. b) del Reg. (UE) n. 1379/2013 in merito all’obbligo di sbarco delle catture nonché per la valorizzazione della parte sottoutilizzata del pesce catturato;
  • investimenti finalizzati alla costruzione o all’ammodernamento di piccoli ripari di pesca.

Sono esclusi gli interventi finalizzati alla costruzione di infrastrutture ex-novo di porti, siti di sbarco e sale per la vendita all’asta.

Le spese ammissibili riguardano i costi sostenuti per l'attuazione dell'operazione chiaramente connessi all'attività di progetto e, nel dettaglio, sono:

  • gli interventi di riqualificazione fisica dei porti pescherecci (rifacimento pavimentazioni, impianti di illuminazione, arredo urbano, realizzazione sotto-servizi, impiantistica);
  • l’acquisto di macchinari e attrezzature;
  • gli impianti di rifornimento per biocarburante, ghiaccio, approvvigionamento d’acqua;
  • la ristrutturazione di banchine o di approdi già esistenti;
  • le opere murarie e impiantistiche strettamente inerenti il progetto;
  • la costruzione, ammodernamento ed ampliamento di banchine;
  • la realizzazione o recupero scali di alaggio;
  • il recupero o nuova realizzazione di piccoli ripari di pesca;
  • la riqualificazione di sale per la vendita all’asta anche attraverso infrastrutturazioni immateriali (sistemi informativi di gestione della sala);
  • la realizzazione di impianti per lo stoccaggio ed il recupero dei rifiuti marini;
  • gli investimenti in macchinari ed attrezzature strettamente connessi alla funzionalità dei porti di pesca (travel lift, gru per alaggio);
  • l’acquisto di attrezzature e macchinari funzionali alla cantieristica per imbarcazioni da pesca;
  • la realizzazione o potenziamento impianti di produzione ghiaccio e di erogazione acque in area portuale da destinare esclusivamente ad operatori nel comparto della pesca;
  • la realizzazione di nuovi edifici connessa all’ampliamento delle attività imprenditoriali nel settore della pesca in area portuale la cui spesa massima ammissibile non può essere superiore il 30% dell’investimento complessivo al netto delle spese generali, al netto delle spese dello stesso e dell’impiantistica;
  • la riqualificazione di immobili esistenti per l’ampliamento delle attività imprenditoriali nel settore della pesca in area portuale: per tali iniziative la spesa massima ammissibile non potrà essere superiore al 30% dell’investimento complessivo al netto delle spese generali e al netto delle spese dello stesso e dell’impiantistica;
  • gli investimenti in attrezzature tecnologiche e programmi informatici necessari alla realizzazione del progetto;
  • le attrezzature per l’attività in leasing;
  • le attrezzature per diminuire la movimentazione manuale di carichi pesanti, escluse le macchine direttamente connesse alle operazioni di pesca;
  • i dispositivi di protezione acustica e termica e apparecchi di ausilio alla ventilazione;
  • i segnali di emergenza e di allarme di sicurezza;
  • l’analisi e valutazione dei rischi per individuare i rischi che incombono sui pescatori in porto, al fine di adottare misure atte a prevenirli o attenuarli;
  • le spese materiali per indagini/analisi preliminari (ad esempio analisi chimico-fisiche, verifiche strutturali, rilievi geologici, etc.);
  • le guide e manuali per migliorare le condizioni di lavoro;
  • i generatori a efficienza energetica;
  • l’acquisto di terreni non edificati e di terreni edificati (con esclusione degli impianti e delle attrezzature mobili di pertinenza) nei limiti del 10% della spesa totale ammissibile dell'operazione considerata. Per i siti in stato di degrado e per quelli precedentemente adibiti a uso industriale che comprendono edifici, tale limite è aumentato al 15%. In casi eccezionali e debitamente giustificati, il limite può essere elevato al 20% per operazioni a tutela dell'ambiente se il terreno non ha una destinazione agricola e se l'acquisto è effettuato da parte di un'istituzione pubblica o di un organismo di diritto pubblico;

Spese generali (costi generali e costi amministrativi): spese collegate all’operazione finanziata e necessarie per la sua preparazione o esecuzione, quantificate forfettariamente sono ammissibili a cofinanziamento fino ad una percentuale massima del 12% dell'importo totale ammesso.

L’investimento massimo ammissibile sarà pari a 250.000 euro (importo rettificato dalla determinazione n. G00880 del 31 gennaio 2019), mentre l’investimento minimo ammissibile sarà pari a 25.000 euro.

Le domande di sostegno dovranno essere inviate a mezzo PEC entro l’8 maggio 2019 (termine prorogato dalla determinazione n. G03312 del 21 marzo 2019), esclusivamente ai seguenti indirizzi:

 

Area Decentrata Agricoltura Lazio Sud - adalatina@regione.lazio.legalmail.it

Area Decentrata Agricoltura Lazio Centro - adaroma@regione.lazio.legalmail.it

Area Decentrata Agricoltura Lazio Nord - adaviterbo@regione.lazio.legalmail.it

 

Ove il termine dovesse scadere in un giorno festivo sarà automaticamente prorogato al giorno seguente non festivo.

La domanda di sostegno, completa della relativa documentazione, deve riportare in oggetto la dicitura “Misura 1.43 del PO FEAMP 2014-2020 - Domanda di sostegno”.

I documenti devono essere firmati e scansionati o firmati digitalmente e allegati al messaggio inoltrato di posta elettronica certificata in formato pdf.

 

Contatti

Per informazioni gli interessati possono rivolgersi all’Area politiche di prevenzione e conservazione della fauna selvatica e gestione delle risorse della pesca e dell'acquacoltura sita in Via del Serafico, 107 – 00142 Palazzina/Piano/Stanza:- / 2 / B201 oppure -/3/318 Telefoni: 0651688917 / 0651688139 / 0651689453 E-mail: mcennerilli@regione.lazio.it / gruffini@regione.lazio.it / lberardi@regione.lazio.it

oppure all’Area Decentrata Agricoltura della Provincia di appartenenza:

Area Decentrata Agricoltura Lazio Sud

sede di Frosinone - Via Francesco Veccia 23 - 03100 Frosinone (FR) telefono:0775851670

sede di Latina: Via Romagnoli, 25 telefono: 0773446671

Area Decentrata Agricoltura Lazio Centro Via Rodolfo Lanciani, 38 - 00162 Roma (RM) Palazzina/Piano/Stanza: - / 3.1 / A315 telefono: 0651686615

Area Decentrata Agricoltura Lazio Nord Via Mariano Romiti 80 - 01100 Viterbo (VT) Telefono: 0761298602

 

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